1° Domenica di Quaresima

1° Domenica di Quaresima

«Scusi, c’è la messa domenica?». Sono tanti che me lo chiedono in questi giorni. No, non c’è la messa; anche noi ci adeguiamo con responsabilità alle indicazioni che ci sono state date, con la persuasione che chi opera queste scelte non sia uno sprovveduto, abbia a cuore chi è colpito dal virus e chi potrebbe subirne il contagio.
Nello stesso tempo però è utile qualche riflessione, perché se in questa domanda sono riconoscibili una certa intemperanza e la voglia di forzare i blocchi, in essa vi è anche la “santa impazienza” di chi percepisce la mancanza di un appuntamento importante.
Credo siamo di fronte a una tentazione, proprio come quelle che accompagnano il vangelo di questa prima domenica di quaresima, con i pericoli e le opportunità che ogni tentazione porta con sé.
Il pericolo è quello di ripristinare il si è sempre fatto e il si deve fare, come se la ricerca di ragioni non ci appartenesse o non fosse la costante di ogni decisione; l’opportunità è quella di riscoprire un appuntamento, magari provocati dalla mancanza di qualcosa o di Qualcuno.
Nel deserto di questi giorni e nel digiuno eucaristico, il Signore sembra chiederci: «Di che cosa ti nutri? Quanto ti sto a cuore? Quanto la mia assenza ti pesa e quanto vale per te l’appuntamento che rinnovo ogni domenica?». Un po’ di fame eucaristica forse ci fa bene: ci aiuta a riscoprire un dono, a interrogarci sulla fede, a risvegliare la testimonianza, come i martiri di Abitene, che tra III e IV secolo, al magistrato che li interroga, rispondono: «Senza domenica non possiamo stare».
È anche l’occasione per riscoprire la preghiera in famiglia, per superare gli imbarazzi che ci bloccano e per ascoltare insieme, genitori e figli (nonni!) una pagina di vangelo.
Tornano alla mente le parole del profeta Amos: «Ecco, vengono i giorni, dice il Signore Dio, in cui io manderò la fame nel paese, non fame di pane o sete d’acqua, ma la fame e la sete di ascoltare la parola del Signore» (Am 8,11). Quei giorni sono arrivati, ma non sono giorni tristi: sono giorni di verità, per ritrovare Dio, per riconoscerci parte di un’umanità solidale, per lasciarci rinnovare interiormente.

E domani che si fa?

In questa nostra parrocchia sono sospese tutte le S. Messe, comprese quella della Crocetta. Non è però vietata la visita in chiesa che rimane aperta dalle 8 alle 18.30. Chi desidera può fermarsi per qualche momento, di fronte al Signore. La lampada rossa, accesa accanto al tabernacolo, ci assicura la sua presenza.

  • Alle 9, alle 10 e alle 11 ci sarà un breve momento di preghiera guidato. Stessa cosa alla Crocetta alle 10.
  • In chiesa è a disposizione un foglio da portare a casa per la preghiera da fare in famiglia. Lo si può scaricare facilmente anche da sito della Diocesi oppure clicca qua.

Fatelo avere anche agli anziani che non hanno modo di venire in chiesa.

  • Per la messa vi invitiamo a seguirla in TV. Ci sono numerose celebrazioni, trasmesse in diretta da varie emittenti. Alle 11 Antenna 3 e Rete Veneta trasmettono la celebrazione presieduta dal Patriarca di Venezia, alla Basilica della Madonna della Salute.
  • La comunione in casa ad anziani e malati è sospesa.
  • Il Circolo NOI è chiuso.

Altre notizie sulla vita della parrocchia potete trovarle sul Castelliere, reperibile anche on line (http://iclesia.com/churches/parrocchia-nativita-di-maria-ss-castello-di-godego)

Forse ce la possiamo fare! Buona domenica.

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29 febbraio 2020, don Gerardo Giacometti