Giovani e Animatori – 5° Lettera di don Stefano

Giovani e Animatori – 5° Lettera di don Stefano

Lettera di don Stefano per Giovani e Animatori – V di Quaresima

Ciao a tutti, come state?

Spero che continuiate a stare tutti bene e anche le vostre famiglie.

Nel mondo stiamo vedendo e sentendo cose che mai avremmo pensato potessero succedere. Questa settimana, lo sapete, si sono fermati praticamente tutti i lavoratori, gli ospedali stanno facendo fatica e anche nel resto del mondo ormai è arrivata l’epidemia.

Ci sono però anche le cose buone, quelle che ci danno speranza: tanti gesti di generosità, come quelli dei dottori e infermieri che si sono offerti per aiutare; anche qui da noi, a Godego, c’è tanta gente disponibile. Poi ci sono parole che ci aiutano, che ci fanno riflettere e sostengono la nostra fede come quelle di Papa Francesco ieri sera a S. Pietro: “siamo tutti insieme nella stessa barca scossa dalla tempesta, ma Gesù è con noi: lui porta il sereno nelle nostre tempeste perché gli importa di noi!”. Infine, è bella in queste settimane la voglia che abbiamo di sentirci, di vederci in videochiamata, di parlare, di raccontarci, anche di dire una preghiera insieme. boat-1297487_640

La preghiera che vi chiedo questa volta è per persone vicine: fermatevi un attimo ora e pregate con un Padre Nostro per tutti i genitori, i parenti, anche qualche vostro animatore e vostro amico che stanno aiutando i malati e che stanno, in modi diversi, affrontando questa emergenza. Con il cuore poi vi chiedo un’Ave Maria per chi, tra noi, ha già qualche familiare ammalato che lotta per guarire.

Siamo a casa da più di un mese e qualche volta capita di annoiarsi. Vi do un suggerimento: quando vi sentite così, andate da qualche familiare e chiedetegli se ha bisogno di qualcosa, oppure fate una telefonata ad un nonno o un amico lontano. Un altro suggerimento: dedicate un quarto d’ora ogni tanto a stare in silenzio, senza musica né messaggi né social; pensate a voi stessi, a come state e poi pensate a tutti quelli che non stanno bene o stanno faticando e chiedete per loro un po’ di gioia.

Cari ragazzi, è pensare agli altri, soprattutto ai più deboli, che ci rende persone migliori. Mi sono tornate in mente queste parole che, di fronte ad altre sofferenze, ha scritto Primo Levi: Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo… Non possiamo fare molto noi, è vero, ma la grandezza della nostra umanità è non dimenticarci mai di nessuno.

Il vangelo di questa domenica racconta la risurrezione di Lazzaro (Gv 11,1-45).

Lo conosciamo tutti ma, se avete un attimo di tempo, rileggetevelo una volta: è molto bello, perché è un vangelo che parla di famiglia e amicizia. Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella Maria e a Lazzaro; e poi Gesù dice ai discepoli: Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato. Anche Gesù ha avuto persone che per lui sono state importanti, a cui ha voluto bene e che lo facevano stare bene. Una cosa che dobbiamo imparare in questo tempo è il valore delle persone che abbiamo accanto. Non importa se non sono perfette o se non sempre è facile andare d’accordo: la nostra famiglia e i nostri amici sono un dono da custodire. Facciamolo ora, con i gesti che sono possibili, e cerchiamo di ricordarlo quando tutto sarà finito.

Quando Gesù arriva, Marta gli dice: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà. Le difficoltà e le sofferenze ci sono sempre e ora le abbiamo proprio sotto gli occhi. Marta però ci insegna che non è la stessa cosa affrontarle con Gesù vicino e fidandosi di Lui: io non so come andrà, ma mi fido di Te, Gesù!

Gesù poi piange per il suo amico: è molto umano questo, ci fa sentire Gesù così vicino a noi. Come dice il Papa: a Gesù importa di noi! Ma il pianto non è l’ultima parola: Io sono la risurrezione e la vita; chi crede i me, anche se muore, vivrà. Signore Gesù, aiutaci a credere questo con tutto noi stessi!

La canzone di oggi (link) si chiama Ragazzini per strada (voi non lo dovete fare!). C’è un silenzio per strada: è vero. Ci credo veramente, non sarà così per sempre: lo speriamo tutti. Tu come stai: domanda importante oggi. Ti capita mai di stare fermo senza respirare: anche respirare non è più scontato. Per vedere se esiste qualcuno che ti viene a cercare, perché a te ci tiene, per gridarti: io ti voglio bene: quanti gesti d’amore in questo tempo! Come ha fatto con Lazzaro, Gesù ci viene a cercare, perché ci vuole bene: gli importa di noi!

Vi auguro una bella giornata. Buona domenica.

Ciao!

Con il mio bene,

don Stefano

download lettera: clicca qua

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28 marzo 2020, don Gerardo Giacometti