Giovani e Animatori – 3° Lettera di Don Stefano

Giovani e Animatori – 3° Lettera di Don Stefano

Lettera di don Stefano per Giovani e Animatori – III di Quaresima

Cari ragazzi, cari animatori, come state?

Siamo chiusi a casa. Forse nessuno di noi avrebbe mai pensato che sarebbe potuto succedere.

Non vi ho più visto qui sotto in piazza e questo significa che avete preso seriamente la situazione. Bravi!
Le scorse settimane molti giovani avevano mostrato incoscienza non rinunciando al divertimento. Adesso possiamo e dobbiamo mostrare che invece anche i giovani sanno essere responsabili. Certo, rinunciare non è facile, anche perché il tempo che abbiamo davanti è ancora lungo. Sono certo però che 
tutto questo vi aiuterà a crescere uomini e donne forti, che sanno fare la propria parte per la comunità. Da parte mia, penso che in questa situazione l’amore per il prossimo che ci insegna Gesù si esprima proprio nel saper accettare questi sacrifici per il bene degli altri, soprattutto dei più deboli.

 85217408_2737962092926077_93297418497425408_o L’altra sera alle 20.30, quando sono corso ad attivare le campane per la preghiera a Maria, sentendole mi sono commosso perché ho pensato a tutti voi che, a casa con le vostre famiglie, potevate sentire quel suono. Ognuno di noi in quel momento poteva sentirsi unito agli altri e insieme pregare per il bene di tutti.

Questa volta allora vi chiedo di pregare in famiglia, se potete, stasera alle 20.30. Al suono delle campane, pensate in un attimo di silenzio a tutti i ragazzi e i giovani di Godego, alle famiglie e a tutti gli ammalati e i dottori che li stanno curando; poi pregate insieme come scritto sul foglio.

Avete visto poi che ci diamo alcuni appuntamenti: martedì, venerdì e domenica potete guardare le riflessioni che propone la pastorale giovanile per voi (link), al sabato vi arriverà sempre una lettera come questa e dalla settimana prossima proveremo con gli animatori a contattarci in videochiamata.

Qualche parola sul vangelo di questa domenica. Racconta di un incontro molto bello tra Gesù e la samaritana, un incontro che ha cambiato la vita di questa donna (Gv 4,5-42).
La prima cosa che mi colpisce è che anche Gesù è stanco e chiede aiuto: 
Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo e disse alla donna: «Dammi da bere»Come Gesù, anche noi non dobbiamo vergognarci se siamo stanchi di questa situazione, non dobbiamo temere di chiedere aiuto e di condividere le nostre difficoltà e paure. Sappiamo però anche che, come quella donna con l’anfora, anche ciascuno di noi ha sempre qualcosa che può donare agli altri: un po’ di pazienza, un po’ di aiuto, un po’ di allegria, una parola buona.
pozzo

C’è un’altra frase che mi ha sempre colpito: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva. Noi conosciamo Gesù, ragazzi! Abbiamo imparato a conoscerlo insieme, al catechismo e ai gruppi. Ripensate a quando l’abbiamo sentito vicino nei nostri campi, nei deserti, nei ritiri, in tanti momenti intensi e commoventi…
Noi sappiamo quanto grandi sono i tuoi doni, Signore, per questo anche ora non ci scoraggiamo e continuiamo con fiducia e speranza chiederti di rimanere con noi.

Infine: La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere…».
Proprio lei, che faceva fatica a credere, alla fine diventa quella che aiuta tutta la gente ad incontrare Gesù. Siate anche voi, ragazzi, come questa donna: siate voi ad aiutare gli altri – anche i grandi – ad aver fiducia in Gesù, siate voi a portare qualche parola buona e magari qualche parola del vangelo che può aiutare a vivere e superare questa situazione.

Vi lascio anche oggi una canzone: https://www.youtube.com/watch?v=LvG12qnnY_g.
Dottore che sintomi ha la felicità: per non guardare solo i sintomi del virus. Evoluzione il cielo in prigione, questa non è un’esercitazione: ci pare di essere in prigione, ma ormai abbiamo capito che non è un’esercitazione, è la realtà. Forza e coraggio: ce ne serve tanto. Il peggio è passato: desideriamo sentire presto queste parole. Ehi, io mi fido di Te, cosa sei disposto a perdere? Mi fido di te, amico, che farai del tuo meglio; mi fido di te che mi guidi in questo momento; mi fido di Te, Signore Gesù, che anche ora ci vuoi bene, ci proteggi e rimarrai con noi.

L’ultima immagine del video è un augurio, perché presto torneremo a camminare insieme.

Buona domenica a tutti.

Ciao!

don Stefano

download lettera: clicca qua

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15 marzo 2020, don Gerardo Giacometti