Giovani e Animatori – 2° Lettera di Don Stefano

Giovani e Animatori – 2° Lettera di Don Stefano

Lettera di don Stefano per Giovani e Animatori – II di Quaresima

Cari ragazzi, cari animatori, come state?

È passata più di una settimana e siamo ancora qui. Forse i più giovani si stanno gustando ancora il tempo di vacanza inaspettata (forse non solo i più giovani!); i più grandi invece penso inizino a sentire il peso di questa situazione. Credo che la preoccupazione tocchi un po’ tutti, l’incertezza ci agita, il non poter vivere normalmente le varie cose crea disagio.

Mi dispiace sempre quando vedo molti di voi al pomeriggio o alla sera qui in piazza ma non possiamo aprire l’oratorio. Così come mi dispiace non aver potuto vivere l’uscita con gli animatori, che è sempre un momento che ci unisce e ci dà entusiasmo per il servizio. Viviamo con pazienza tutto questo, ragazzi, e dall’altra parte ringraziamo per le opportunità che ci offre la nostra parrocchia e di cui ora capiamo ancora di più il valore.

Anche questa volta, mentre leggete, vi chiedo di fermarvi un momento e dire una preghiera.
Concentratevi un attimo, fate il segno della croce e dite a Gesù i pensieri, le preoccupazioni, le paure che avete in testa; poi pensate alle persone che volete proteggere e a tutti coloro che già stanno male.
Ecco: per tutte queste cose e persone ora dite un
Padre nostro, con il cuore, lentamente, sentendo che Dio Padre vi sta ascoltando e proteggerà tutti noi.

god-1772560_1920 Vi chiedo anche una piccola preghiera di ringraziamento (un Ave Maria o un Vieni Santo Spirito per i cresimati!) per tutte le persone che si stanno mettendo a disposizione con generosità: medici, infermieri, forze dell’ordine, professori, nonni e tutti coloro che devono prendere decisioni.
Pregare è un modo per fare la nostra parte e non è cosa da poco. Oltre a funzionare, dona coraggio, speranza e fiducia per affrontare le difficoltà, perché ci fa sentire la vicinanza di Dio.

Ho pensato di scrivervi due righe sul vangelo di questa domenica, visto che non possiamo condividerlo come di solito facciamo ai gruppi o all’incontro animatori. Mi sembra molto bello che nel brano di Matteo (Mt 17,1-9) Gesù si preoccupi proprio della paura dei suoi discepoli. Anche loro stanno vivendo un momento di angoscia e incertezza perché Gesù ha appena detto che dovrà morire. Questa notizia sembra impossibile agli apostoli (come a noi all’inizio sembrava impossibile quella del virus); poi però, avvicinandosi pian piano a Gerusalemme, la paura aumenta. Allora Gesù fa loro un dono: li porta con sé sul monte Tabor e mostra loro un anticipo della risurrezione

(il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce). È un incoraggiamento di Gesù che serve anche a noi: “Si, cari amici, ora è difficile e tutto sembra oscuro. Ma abbiate speranza perché dopo tutto questo, ci sarà la gioia”.

Nel racconto Pietro fa un po’ la parte di chi, come molti di noi, vorrebbe che le cose si sistemassero subito: Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne. È come dire: “Bello Gesù, abbiamo capito. Allora adesso che abbiamo trovato la soluzione procediamo”. Molte volte invece le cose non sono così semplici: c’è ancora strada da fare, c’è pazienza da avere, c’è da accettare di continuare il cammino anche se al momento è incerto e faticoso. icon-steps-1991839_1920

Alla fine del racconto, infatti, i discepoli scendono dal monte e riprendono la strada. Ma il vangelo ci dice due segni importanti che i discepoli portano con sé dopo questa esperienza. Il primo si sente: Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato. Ascoltatelo». Il secondo si vede: Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Due segni, un unico dono: l’amicizia di Gesù.

Anche per questo tempo che stiamo vivendo, ragazzi, il compagno migliore è Gesù (più di internet!). È Lui che può consolarci. È la sua parola che può rasserenarci. È il suo insegnamento che può superare chiusura ed egoismo e farci restare, anche ora, aperti, disponibili e responsabili gli uni per gli altri.

Quando sentite il peso di questa situazione, rivolgete per un attimo il pensiero a Gesù. Fatelo soli o con chi vive con voi. Tutto andrà bene, perché il Signore ha cura di noi (https://www.youtube.com/watch?v=0o6zza76pDg).

Buona domenica e buona settimana! Stiamo vicini, grazie a Gesù.

Ciao!

don Stefano

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8 marzo 2020, don Gerardo Giacometti